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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

giovedì 14 novembre 2019

Cos’è oggi l’Italia





L'Italia è una Repubblica demodittatoriale, fondata sul malaffare.
La sovranità appartiene ai partiti politici, che la esercitano nelle 
forme e nei limiti della legalità. 

   Richiamare oggi l’articolo 1 della Costituzione italiana per dare la definizione di quello che è la Nazione, in un certo qual modo fa sorridere, ma non di felicità. La differenza tra le due Repubbliche: quella fondata a seguito dei risultati del referendum istituzionale di domenica 2 e lunedì 3 giugno 1946, e quella attuale, è palesemente abissale. Agli occhi di chi ha vissuto sia la prima, sia la seconda Repubblica, si presenta oggi uno scenario politico-economico che fa rimpiangere la Monarchia.
Oltre alla perdita dei valori Cristiani, si sono persi anche tutti i valori fondanti che devono essere propri di una Repubblica democratica e civile. Il principio di Sovranità Popolare non è più quello inteso dai Padri costituenti e la Sovranità monetaria, cioè, il diritto o potere da parte di un soggetto giuridico (tipicamente uno Stato) di emettere o stampare moneta in linea con le sue scelte di politica monetaria, l’abbiamo persa con l’entrata nell’Euro Zona.
Raccontiamo le cose per come stanno oggi veramente, guardando lo scenario politico-economico che si prospetta, senza faziosità e con molta umiltà; cercando di analizzare il contesto con raziocinio slegato da qualsiasi appartenenza politica.
Cos’è che ha portato l’Italia nello stato in cui si trova attualmente? Semplicemente il comportamento remissivo del Popolo italiano nei confronti della classe politica, dalla quale il cittadino si allontana sempre di più, agevolando così le iniziative partitiche che non sempre vanno nella direzione di scelte e decisioni apprezzabili dalla comunità.
I meccanismi per sviluppare il potere decisionale sono dettati fortunatamente ancora dalla nostra Carta Costituzionale, ma purtroppo non più in modo efficace, poiché per determinare la nostra vita è agire, dobbiamo sottostare al controllo delle azioni politiche spesso scellerate, ovvero contro natura.
Pur avendo ancora il Popolo italiano il diritto-dovere di voto, diventa sempre più difficile eleggere rappresentanti politici degni di essere chiamati tali, poiché, i candidati ci vengono quasi tutti imposti dai partiti e gli sbarramenti ostacolano la libertà di candidature autonome, minando sempre di più la Democrazia e la libertà di espressione.
Mentre gli elettori si ritirano (siamo quasi al 50% di astensioni) la mala politica avanza, approfittando della rassegnazione del Popolo ad un futuro buio e crudele, che lascia ben poco da sperare, se non in una sanguinaria rivoluzione civile.
Le decisioni in campo socio-economico vengono spesso prese da chi governa, in maniera illogica e irrazionale, senza considerare minimamente il danno che si provoca alla collettività e alla Nazione.
La vera Sovranità oggi appartiene soltanto ai grossi partiti politici che ne fanno uso e abuso, ricordandosi del Popolo soltanto in campagna elettorale. E come disse Filippo il Macedone, “divide et imperamotto latino («dividi e conquista»), con cui si vuole significare che la divisione, la rivalità, la discordia tra i popoli giova a chi vuole dominarli. In questo caso giova molto alla mala politica italiana che ha raggiunto oramai i vertici nella classifica mondiale degli Stati più mal governati.
Riprendiamoci la Sovranità Popolare e avremo un futuro sicuramente migliore!!

martedì 22 ottobre 2019

Ma So.Ri.Cal non è una Società in liquidazione?




Nonostante la SO.RI.CAL giuridicamente non esiste più, viene usata 

dalla Regione Calabria come braccio operativo

   Milioni di euro stanziati per un progetto che dovrebbe assicurare ai cittadini calabresi un servizio idrico adeguato e costante. Milioni di euro che però andrebbero nelle mani di una Società in liquidazione già dal lontano 2012.
Con il decreto dirigenziale del 17 settembre scorso la Regione ha assunto tutte le determinazioni:
- l’attività di ingegnerizzazione delle reti idriche di distribuzione urbana, inclusi i più rilevanti lavori di manutenzione straordinaria e gli interventi di riordino delle reti, funzionali al miglioramento della gestione del servizio di distribuzione idrica e concorrenti alla riduzione delle perdite;
- il censimento e gestione amministrativa delle utenze per giungere, così come prescrive la legge, alla bollettazione bimestrale attraverso misuratori elettronici.
Un progetto niente male se si pensa che va nella direzione del miglioramento del servizio idrico potabile di tutti i comuni calabresi.
Quello che invece suscita alcune perplessità è la decisione dell’Ente Regione Calabria, di affidare la gestione delle attività, utilizzando Sorical come braccio operativo per poter accelerare i tempi del progetto di ingegnerizzazione delle reti.
Come si fa a pensare di poter affidare a una Società, per giunta fallita e in liquidazione come Sorical che, è riuscita in breve tempo ha ridurre in uno stato veramente pietoso il patrimonio acquedottistico consegnato dalla Regione Calabria nel 2004 in uno stato di conservazione eccellente e con molte opere di nuova realizzazione.
Dal 2004 ad oggi la Sorical non solo non ha provveduto a mantenere in ottimo stato di conservazione le opere acquedottistiche di proprietà della Regione Calabria, ma è riuscita pure a prosciugare i propri fondi, alcuni dei quali destinati alla manutenzione e al miglioramento dello schema idrico calabrese.
Si faccia luce, soprattutto, sulla gestione degli anni in cui la società Sorical Spa è stata messa in liquidazione per capire se ci sono le garanzie e se legalmente una Società in liquidazione può assumere un incarico di tale portata economica. Non dimentichiamo che stiamo parlando di milioni di Euro di denaro pubblico che andrebbero nelle mani di chi ha ridotto il patrimonio acquedottistico calabrese in uno stato così tanto degradato da non essere più neanche riconoscibile da chi originariamente lo ha realizzato.

giovedì 17 ottobre 2019

Una causa che spesso il datore di lavoro sottovaluta:rischio psicosociale e stress nel luogo di lavoro



I rischi psicosociali derivano da inadeguate modalità di progettazione, organizzazione e gestione del lavoro.
   
  Circa metà dei lavoratori europei considera lo stress comune nei luoghi di lavoro e ad esso è dovuta quasi la metà di tutte le giornate lavorative perse. Come molte altre questioni riguardanti la salute mentale, spesso lo stress viene frainteso o stigmatizzato. Tuttavia, se li si considera come un problema aziendale anziché una colpa individuale, i rischi psicosociali e lo stress possono essere gestibili come qualsiasi altro rischio per la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro.
I rischi psicosociali derivano da inadeguate modalità di progettazione, organizzazione e gestione del lavoro e da un contesto lavorativo socialmente mediocre e possono avere conseguenze psicologiche, fisiche e sociali negative, come stress, esaurimento o depressione connessi al lavoro. Alcuni esempi di condizioni di lavoro che comportano rischi psicosociali sono:
  • carichi di lavoro eccessivi;
  • richieste contrastanti e mancanza di chiarezza sui ruoli;
  • scarso coinvolgimento nei processi decisionali che riguardano i lavoratori e mancanza di influenza sul modo in cui il lavoro viene svolto;
  • gestione inadeguata dei cambiamenti organizzativi, precarietà del lavoro;
  • comunicazione inefficace, mancanza di sostegno da parte dei colleghi o dei superiori;
    Quando si considerano le richieste lavorative, è importante non confondere
i rischi psicosociali, come un carico di lavoro eccessivo, con condizioni stimolanti, sebbene talvolta impegnative, in cui esiste un ambiente di lavoro che dà sostegno e i lavoratori sono correttamente preparati e motivati a utilizzare al meglio le loro capacità. Un buon ambiente psicosociale consente di promuovere il miglioramento delle prestazioni, lo sviluppo personale e il benessere fisico e mentale dei lavoratori.
I lavoratori soffrono di stress quando le richieste della loro attività sono eccessive e più grandi della loro capacità di farvi fronte. Oltre ai problemi di salute mentale, i lavoratori sottoposti a stress prolungato possono sviluppare gravi problemi di salute fisica come le malattie cardiovascolari o i disturbi muscoloscheletrici.
  Per le imprese gli effetti negativi possono essere una scarsa redditività complessiva, un maggiore assenteismo, il presenteismo (le persone continuano ad andare a lavorare quando sono malate e non possono essere efficienti) e un aumento dei tassi di incidenti e infortuni. Le assenze tendono ad essere più lunghe di quelle dovute ad altre cause e lo stress lavoro-correlato può contribuire ad aumentare i tassi di prepensionamento. I costi per le imprese e la società sono considerevoli e vengono valutati in miliardi di euro a livello nazionale.

mercoledì 9 ottobre 2019

Il prof. Aldo Riso eletto presidente del Forum Associazioni Familiari della Città Metropolitana di Reggio Calabria

                                          Prof.  Aldo Riso

Il professore Aldo Riso è il nuovo presidente del Forum delle Associazioni Familiari della Città Metropolitana di Reggio Calabria. Responsabile provinciale di Reggio dell’AIART, l’associazione cittadini mediali, di ispirazione cristiana che si occupa dei rapporti tra l’uomo e i mass media, Riso è stato eletto all’unanimità dall’assemblea del Forum reggino. Succede al dottore Achille Cilea del sindacato famiglie SIDEF eletto presidente per due mandati dal 2014, il quale nel prossimo triennio, farà parte del Direttivo provinciale assieme a Franco Longo dell’Associazione Genitori Scuole Cattoliche AGESC, riconfermato nell’incarico di segretario, e Lucia Palumbo dell’Associazione Famiglie Affidatari Reggine Organizzate (FARO).  Vicepresidente del Forum è stato eletto il docente Nino Drago delegato provinciale dell’Associazione Famiglie Numerose. Ai lavori che sono stati svolti lunedì 7 ottobre 2019, presso i locali del Consultorio “Lucio Raffa”, di via Tagliavia, hanno partecipato tra gli altri, Antonietta Barbaro del Centro italiano Femminile CIF, e Sergio Malara in rappresentanza dei Cooperatori Salesiani, una associazione cattolica di Bova Marina.
Il Forum della famiglia è presente in tutte le regioni d’Italia e in numerose province, riunisce movimenti e associazioni del mondo cattolico che hanno come fine statutario principale  la difesa e la tutela della famiglia.
Ed è in questa ottica che il presidente uscente Achille Cilea ha denunciato come “in questi anni  le istituzioni abbiano drammaticamente ignorato la famiglia, senza rendersi conto che essa è il “capitale sociale” che può fare uscire il paese dalla situazione di stallo in cui si dibatte”. Secondo Cilea “senza un radicale cambio di prospettive nelle politiche famigliari - dall’agenda sul lavoro, alle misure di contrasto alla crisi demografica -, il paese è destinato fatalmente al declino”. In Italia “le polemiche di questi giorni hanno dimostrato che esiste una vera e propria “familifobia” forte e agguerrita. Ecco perché occorre che il Forum delle associazioni familiari anche a Reggio Calabria – ha concluso  Achille Cilea - testimoni con la vita e l’azione, con le parole ed una lieta resistenza, che la realtà è diversa e la famiglia è un bene preziosissimo da amare e tutelare”.
“Se adesso a livello di governo e tra i partiti si discute di “assegno unico” per i figli di 150 euro al mese fino all'età di 18 anni, ciò è una importante vittoria del Forum delle Associazioni Familiari che da anni sta portando avanti questo obiettivo”, ha affermato il neo presidente Aldo Riso nell’intervento con cui ha ringraziato i delegati per il sostegno alla sua elezione. Riso ha quindi, rivolto un invito a suggerire al Direttivo del Forum della Città Metropolitana “tutte le possibili iniziative politiche, da attuare nel nostro territorio, che possono sostenere e promuovere la famiglia, specialmente nei casi di difficoltà economica. Tra gli impegni programmatici ha proposto la redazione di un documento di impegno per la famiglia da sottoporre alle discussione alle forze politiche ed ai candidati in vista delle imminenti elezioni di rinnovo del Consiglio regionale della Calabria e dei Consigli Comunale di Reggio e della Città Metropolitana.
Per Aldo Riso “adesso è il momento di passare dalle politiche di aiuto e di sostengo alle famiglie, ad una forte attività di promozione della formazione di nuove famiglie, di incentivi alla famiglia ed alla natività aspetti essenziali in un Paese  che si trova in emergenza demografica grave, all’insegna della famiglia da proteggere e tutelare per il bene della comunità”. Altre iniziative proposte infine, sono un corso di formazione alle politiche sociali famigliari per dirigenti e funzionari degli enti locali, e incontri sul tema della famiglia e i nuovi media.

giovedì 26 settembre 2019

Rischio sismico, Marra (M.A.P.) speriamo che Falcomatà non perda anche questa occasione e Il Genio Civile si adegui al Decreto Sblocca Cantieri.



Bando regionale per la concessione di contributi mirati agli interventi di adeguamento sismico nell’edilizia privata.

Reggio Calabria è il territorio a più alto rischio sismico di tutta la Nazione, con la più alta percentuale di abitazioni da adeguare e, purtroppo, anche con il tasso di disoccupazione più alto di tutta l’Italia che, di conseguenza, impedisce a migliaia di proprietari di casa di poterla rendere più sicura dal punto di vista dell’idoneità sismica.
L’occasione è propizia e da non perdere. Sul BUR Calabria n. 99 del 10/09/2019 è stato pubblicato l’Avviso di manifestazione d’interesse, rivolto ai Comuni interessati (accelerazione al suolo ag ≥ 0,125g), al fine di predisporre i relativi bandi pubblici per la concessione dei contributi per la realizzazione degli interventi strutturali di miglioramento sismico e di demolizione e ricostruzione di edifici privati di cui all’art. 2 comma 1 lett. c) dell’Ordinanza di Protezione Civile n. 532/2018, redatto secondo i criteri e indirizzi approvati con DGR n. 393/2016 e n. 67/2019.
I Comuni interessati, entro 45 giorni dalla data di pubblicazione nel BURC del presente avviso (Scadenza 25/10/2019), devono provvedere (ai sensi dell’art. 14 commi 3 e 5 dell’Ordinanza) alla predisposizione e pubblicazione del relativo bando.
Sono ammissibili al contributo, nei limiti e alle condizioni specificate dall’Ordinanza, in base agli indirizzi forniti con DGR n. 393/2016, i seguenti interventi:
•interventi di miglioramento sismico - per i quali le vigenti norme tecniche prevedono una valutazione della sicurezza pre e post intervento;
•interventi di demolizione e ricostruzione.
Ai sensi di quanto previsto dall’art. 12 dell’Ordinanza 532/2018, il contributo per il singolo edificio e stabilito nelle seguenti misure massime:
miglioramento sismico: 150,00 euro per ogni metro quadrato di superficie lorda coperta complessiva di edificio soggetta ad interventi, con il limite di 30.000,00 euro moltiplicato per il numero delle unità abitative e 15.000,00 euro moltiplicato per il numero di altre unità immobiliari;
demolizione e ricostruzione: 200,00 euro per ogni metro quadrato di superficie lorda coperta complessiva di edificio soggetta ad interventi, con il limite massimo di 40.000 euro moltiplicato per il numero delle unità abitative e 20.000 euro moltiplicato per il numero di altre unità immobiliari.
I cittadini che intendono aderire all’iniziativa dovranno presentare al Comune la richiesta di contributo entro il termine perentorio di 60 giorni dalla pubblicazione del bando stesso, nell’Albo pretorio del Comune.
Il contributo permetterà a moltissimi proprietari di abitazione indipendente e ai condomini, di poter adeguare alle norme sismiche i fabbricati; nella speranza che l’Ufficio del Genio Civile di Reggio Calabria venga messo al più presto nella possibilità di adottare le disposizioni del Decreto Sblocca Cantieri e il Sindaco Falcomatà non sciupi questa grande occasione per dare ai cittadini proprietari di casa, la possibilità di un notevole sostegno economico per l’adeguamento sismico del manufatto.

mercoledì 11 settembre 2019

...Attori e convenuti devono pagare la registrazione della sentenza civile dividendo le spese





L’Agenzia delle Entrate invia a tutti gli attori e ai convenuti l’avviso di pagamento, ma si deve pagare una sola volta.

   Facciamo chiarezza una volta per tutte in merito alla registrazione degli atti Giudiziari.
Nel momento in cui il Giudice emette la sentenza, la Cancelleria entro cinque giorni deve trasmettere il documento all’Agenzia delle Entrate per la registrazione, ed è proprio in questa fase che l’AGE invia l’avviso di pagamento a tutti i soggetti in causa, attori e convenuti in caso di compensazione delle spese, oppure alla sola parte soccombente negli altri casi.
Chi notifica l’avviso di pagamento?
La trasmissione del plico contenente la modulistica e l’importo della tassa di registro, comprese le spese di notifica pari a 35,00 Euro, avviene adesso per il tramite di Poste Italiane.
Il fatto che l’AGE notifichi le spese di registrazione a tutti i soggetti coinvolti nel procedimento giudiziario (attori e convenuti) non significa che l’importo da pagare ricevuto è già stato diviso per quota parte, ma si tratta dell’importo totale calcolato dall’AGE, che va pagato una sola vota da un solo soggetto e, in caso di più persone obbligate al pagamento, queste, dovranno partecipare in funzione dalla quota spettante pro capite.
Spese di registrazione e processuali.
Capita sovente a chi è stato coinvolto in veste di attore o convenuto di ricevere l’avviso di pagamento delle spese di registrazione di atti giudiziari che, attenzione! sono cosa diversa dalle spese processuali, le quali vanno pagate in funzione della decisione del Giudice di compensare o meno tra le parti e che saranno notificate successivamente a quelle di registrazione.
Trasparenza zero da prete dell’Agenzia delle Entrate.
Sarebbe opportuno che l’AGE inserisse nella comunicazione di pagamento anche una nota informativa esaustiva, al fine di evitare allarmismi nei confronti degli utenti. Oppure comunicare l’importo della spesa di registrazione della sentenza soltanto agli avvocati delle parti in causa, realizzando così anche un notevole risparmio di denaro, considerato che attualmente l’avviso di pagamento viene notificato a tutti i soggetti in causa, a prescindere da chi è obbligato al pagamento.

lunedì 9 settembre 2019

REGGIO CALABRIA, MARRA (M.A.P.): INCOMPETENZA E ARROGANZA NELLA GESTIONE DEI SERVIZI PUBBLICI DELLA CITTÀ




Per la riparazione di una banalissima perdita, gli addetti ai lavori del Settore acquedotti hanno interrotto lerogazione d’acqua in mezza Città e allagato la Contrada Postorino.  
Tutto il centro storico senz’acqua dalle 13:00 alle 23:00 e allagamento della Via Eremo Condera, Diramazione Postorino a causa di una manovra idraulica sbagliata.
Sono le ore 13: 00 di venerdì 6 settembre c.a. quando in tutto il centro storico e nella IV circoscrizione viene a mancare improvvisamente l’acqua potabile. Ovviamente sono state molteplici le segnalazioni dei cittadini fatte agli Uffici Comunali per comunicare la mancanza del prezioso liquido”, e fin qui sembrerebbe rientrare nella normalità, visto che oramai ci siamo abituati a subire disservizi del genere senza il dovuto preavviso alla popolazione.
L’avvenimento che apparentemente sembrerebbe rientrare nella normalità dei casi, si è rivelato invece un caso di improvvisata manutenzione, attivata nel peggiore dei modi, senza pensare al disagio causato ai cittadini rimasti a secco, ma soprattutto al fatto che l’ondata di piena dovuta allo scarico del troppo pieno del serbatoio di Condera, scorrendo lungo la Via Diramazione Postorino avrebbe potuto causare gravi danni alle cose e mettere a repentaglio l’incolumita delle persone, soprattutto dei bambini che nel pomeriggio solitamente giocano lungo il vallone Mariannazzo.
Fortunatamente, a parte l’allagamento dei cortili e dei piani terra di alcune abitazioni ubicate lungo la Diramazione Postorino, non si sono registrati danni alla persone.
Veniamo alla causa che ha fatto temere il peggio per le cose e le persone, segnalato da alcuni cittadini ai Vigili Urbani, i quali hanno risposto che non era di loro competenza intervenire in merito al fatto, in quanto il problema era già stato segnalato al tecnico comunale reperibile. Come se la competenza in caso di prevenzione dell’incoluimità delle persone si può affidare a un idraulico. Si è trattato di una scellerata manovra di chiusura della saracinesca posta lungo la condotta in uscita del serbatoio di Condera. Tale operazione a fatto sfiorare il serbatoio, causando una pericolosa fuoriuscita di acqua (circa 100 litri /secondo) che scorrendo lungo la Diramazione Postorino ha gettato nel panico tutti gli abitanti.
Tutto e bene quel che finisce bene”, ma non si può assolutamente pensare di poter gestire i servizi pubblici, nella fattispecie lo schema idrico della città, affidandolo a degli incompetenti, arroganti. Se poi ci mettiamo anche l’omissione di atti d’ufficio da parte dei Vigili Urbani, allora abbiamo veramente superato di gran lunga il livello di civiltà e lo spirito di servizio che ogni amministrazione pubblica deve avere nei confronti della cittadinanza.


venerdì 16 agosto 2019

LE RIFLESSIONI DI ENZO VACALEBRE, CANDIDATO A SINDACO DI REGGIO CALABRIA



                                         Enzo Vacalebre, candidato a sindaco di Reggio Calabria 

Ricevo e pubblico con piacere le riflessioni di Enzo Vacalebre. 

Avevamo intuito, da tempo, che Falcomatà non sia mai stato un assiduo frequentatore di biblioteche o un vorace lettore di libri gialli, rossi o neri.
Ciò però ci lascia inorriditi, soprattutto come cittadini, è la superficialità e l’incoscienza, continuando a vivere nel suo mondo parallelo, e dopo una settimana di colpevole silenzio, con la quale, nei giorni scorsi, ha trattato gli avvenimenti malavitosi accaduti in città negli ultimi cinque lustri e raccolti dall’inchiesta libro nero.
Nero, come la vergogna continua che lo ha accompagnato in questi anni che lo hanno visto, purtroppo, amministrare la nostra comunità.
L’inchiesta sta portando alla luce tutte le falsità dietro cui, in molti, hanno cercato riparo della bandiera della legalità.
Stanno cadendo, uno dopo l’altro, come birilli impazziti, falsi miti e falsi santi. La primavera di Reggio vecchia e nuova sta rivelando, sempre di più, il suo ben celato aspetto di connivenza con il malaffare e di abbraccio mortale alla ‘ndrangheta.
E’ caduto quindi l’assunto degli ultimi cinque lustri che vedeva la presenza della piaga sociale a fasi alterne.
Durante le primavere non esisteva. Durante gli inverni era presente.
Ipotesi su cui ci siamo, a lungo, tormentati il cervello, e che, forse, stanno trovando una loro tesi, grazie alle inchieste della magistratura che si stanno susseguendo. Fermo restando che noi si, abbiamo piena fiducia nella magistratura, senza se e senza ma. Allo stesso tempo riconosciamo la libertà di ognuno a difendersi in tutti i gradi di giudizio.
La calunnia è un venticello, facevano cantare Sterbini e Rossini a don Basilio, nel Barbiere di Siviglia.
Ma ormai la classe politica reggina è in completa balia di un uragano e che auguriamo non ingoi tutta la città.
Ritorniamo indietro con la mente.
Campagne elettorali 2014.
Quella al comune di Reggio e quella alla Regione sono andate di pari passo.
Siglato il patto di ferro dell’asse Falcomatà-Naccari-Romeo-De Gaetano, tutti nel tempo coinvolti o lambiti da innumerevoli procedimenti, passando per il Miramare, arrivando al Libro Nero.
Questo patto/pacco ricorda la conferenza di Yalta.
Solo che a Reggio, discutendo in base delle cosiddette sfere d’influenza,evidentemente, si trattò dell’ occupazione e della spartizione del territorio cittadino e del successivo assetto politico.
Pur essendo separati oggi , dicono, da non meglio definiti dissidi, nei tempi appena passati erano riusciti a trovare un ordine assoluto, tale da potersi assicurare un’egemonia totale della politica reggina e non.
E i risultati elettorali scorsi lo hanno dimostrato. A che prezzo, però.
Sulle spalle di una città e di una regione allo stremo.
Cadono, ad uno ad uno, tutti i petali, con i quali si era ricoperto il paladino Falcomatà.
Reggio ha, tardivamente e sulla propria pelle, scoperto il vero volto del giovin signore.
Le linee programmatiche, copia e incolla, presentate nel suo primo consiglio comunale dell’11 novembre 2014, tra le promesse immaginifiche elencate, troviamo oltre all’adesione alla Carta di Pisa, il codice etico dei comuni, anche la volontà di Costituzione di Parte Civile, tramite l’ufficio legale del Comune, in tutti i processi di ndrangheta e di ogni tipo di criminalità organizzata.
Mentre aspettiamo che lo faccia, crediamo che il rapporto fiduciario che i Reggini inconsapevoli, gli avevano manifestato si sia, irrimediabilmente, rotto e di pari passo, è crollata la sua stessa credibilità di bastione della purezza.
Da non sottovalutare la presenza nel programma anche il paragrafo dedicato alla costituzione del garante anticorruzione. Questo avrebbe dovuto essere, riportiamo interamente dal programma, l’occhio sulla prevenzione di fatti, situazioni, condotte e comportamenti sintomatici di episodi o fenomeni corruttivi imputabili a strutture e dipendenti del Comune, nonché delle società in house. Ciò soprattutto, ma non esclusivamente, nei settori maggiormente “a rischio”, quali edilizia, urbanistica, lavori pubblici, commercio, personale. Avrebbe. Forse. Un domani. Ma meglio dopodomani. O mai.
Infine vorrei rivolgere un mio pensiero al centrodestra reggino. Composto dai partiti, a livello locale, più commissariati d’Italia.
A causa di una manciata di voti in più. Raccattati qua e là transfughi di tutti i colori e con trascorsi più o meno brillanti.
Partiti, azzoppati anch’essi da varie inchieste giudiziarie e che ancora non hanno individuato un loro candidato, perché aspettano che i loro referenti nazionali si dividano le regioni, i comuni, i rioni, i condomini.
A loro, tra cui sono collocati molti amici nostri, consigliamo di smettere di essere asserviti ai loro padroni e di pensare al bene della città.
Troverete già in campo da un anno, quelli che prima ritenevate degli scherzi della natura, dei provocatori e ora trattati, con disprezzo e arroganza, come avversari politici.
Noi abbiamo messo in gioco la nostra vita e i nostri affetti per lottare per un sogno.
La militanza, con molti di voi, non è valsa neanche il tempo di una telefonata per capire, per ascoltare i nostri pensieri, le nostre idee per uno scopo comune.
O di partecipare a qualche incontro da noi organizzato, sempre per capire, per ascoltare.
Ormai ce ne siamo fatti una ragione. Tranquilli. Noi, non abbiamo mai e dico mai, le cose a metà. Sempre.
Un abbraccio va anche ai candidati della c.d. società civile. Locuzione che ogni volta che l’ascoltiamo ci fa impazzire. Citare la società civile significa escludere tutti gli altri. Significa ergersi ad unici interlocutori della species reggina, della quale anche noi siamo un frammento. Significa escludere le decine di migliaia di reggini che non ne fanno parte perché esclusi. Gli ultimi. Gli abbandonati. I miserrimi. Ai margini di qualsiasi forma, essi si, del viver civile.
Ogni tornata elettorale scendono in campo illustri e competenti persone, che manifestano, o fanno manifestare da altri, il loro imponderabile amore nei confronti di Reggio.
Questo si dovrebbe rivelare ogni giorno, per sempre, non a corrente alternata.
E questo vale per tutti, anche per noi stessi.
Noi continuiamo, dopo anni di strada, atti difendere il nostro territorio dai soprusi, a mettere la faccia, l’animo ed il cuore.
Una battaglia partita in solitario, come per la truffa del Miramare, e che oggi ci vede assieme ai nostri compagni di cammino.
Parliamo del Movimento Sociale – Fiamma Tricolore, Forza Nuova, Fronte Nazionale, Comunità Avanguardia, Reggio Risorge, Alleanza Calabrese che sulla base degli stessi valori ed ideali condivisi, ci vede convergere su un percorso univoco e che ancora ringraziamo della fiducia accordata. Nel rinnovare l’impegno di ricostruire, con loro e con tutti i cittadini, la nostra comunità, non ci resta che augurare “bonae feriae Augusti” a tutti i Reggini”.