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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò
La grandezza di un uomo si misura dal coraggio che ha di dire la verità e non dalla capacità di nasconderla (P. V. Marcianò)

giovedì 14 novembre 2019

Cos’è oggi l’Italia





L'Italia è una Repubblica demodittatoriale, fondata sul malaffare.
La sovranità appartiene ai partiti politici, che la esercitano nelle 
forme e nei limiti della legalità. 

   Richiamare oggi l’articolo 1 della Costituzione italiana per dare la definizione di quello che è la Nazione, in un certo qual modo fa sorridere, ma non di felicità. La differenza tra le due Repubbliche: quella fondata a seguito dei risultati del referendum istituzionale di domenica 2 e lunedì 3 giugno 1946, e quella attuale, è palesemente abissale. Agli occhi di chi ha vissuto sia la prima, sia la seconda Repubblica, si presenta oggi uno scenario politico-economico che fa rimpiangere la Monarchia.
Oltre alla perdita dei valori Cristiani, si sono persi anche tutti i valori fondanti che devono essere propri di una Repubblica democratica e civile. Il principio di Sovranità Popolare non è più quello inteso dai Padri costituenti e la Sovranità monetaria, cioè, il diritto o potere da parte di un soggetto giuridico (tipicamente uno Stato) di emettere o stampare moneta in linea con le sue scelte di politica monetaria, l’abbiamo persa con l’entrata nell’Euro Zona.
Raccontiamo le cose per come stanno oggi veramente, guardando lo scenario politico-economico che si prospetta, senza faziosità e con molta umiltà; cercando di analizzare il contesto con raziocinio slegato da qualsiasi appartenenza politica.
Cos’è che ha portato l’Italia nello stato in cui si trova attualmente? Semplicemente il comportamento remissivo del Popolo italiano nei confronti della classe politica, dalla quale il cittadino si allontana sempre di più, agevolando così le iniziative partitiche che non sempre vanno nella direzione di scelte e decisioni apprezzabili dalla comunità.
I meccanismi per sviluppare il potere decisionale sono dettati fortunatamente ancora dalla nostra Carta Costituzionale, ma purtroppo non più in modo efficace, poiché per determinare la nostra vita è agire, dobbiamo sottostare al controllo delle azioni politiche spesso scellerate, ovvero contro natura.
Pur avendo ancora il Popolo italiano il diritto-dovere di voto, diventa sempre più difficile eleggere rappresentanti politici degni di essere chiamati tali, poiché, i candidati ci vengono quasi tutti imposti dai partiti e gli sbarramenti ostacolano la libertà di candidature autonome, minando sempre di più la Democrazia e la libertà di espressione.
Mentre gli elettori si ritirano (siamo quasi al 50% di astensioni) la mala politica avanza, approfittando della rassegnazione del Popolo ad un futuro buio e crudele, che lascia ben poco da sperare, se non in una sanguinaria rivoluzione civile.
Le decisioni in campo socio-economico vengono spesso prese da chi governa, in maniera illogica e irrazionale, senza considerare minimamente il danno che si provoca alla collettività e alla Nazione.
La vera Sovranità oggi appartiene soltanto ai grossi partiti politici che ne fanno uso e abuso, ricordandosi del Popolo soltanto in campagna elettorale. E come disse Filippo il Macedone, “divide et imperamotto latino («dividi e conquista»), con cui si vuole significare che la divisione, la rivalità, la discordia tra i popoli giova a chi vuole dominarli. In questo caso giova molto alla mala politica italiana che ha raggiunto oramai i vertici nella classifica mondiale degli Stati più mal governati.
Riprendiamoci la Sovranità Popolare e avremo un futuro sicuramente migliore!!

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