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"Opinionando" By Pietro Vincenzo Marcianò

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mercoledì 4 ottobre 2017

Lettera del Giornalista Filippo Praticò a Paolo Pollichieni:«Vi spiego tutte le anomalie del caso Mesoraca»

   
                                                                                        Giornalista Filippo Praticò
                                                
                                     I complotti alla Regione Calabria
     Caro direttore Paolo Pollichieni, ho letto con straordinario piacere i tuoi recenti editoriali sull’ufficio stampa della giunta regionale della Calabria, e ti esprimo ammirazione per l’incisiva semplicità con cui hai esposto i fatti. C’è un però: la faccenda appare ben più grave di quanto da te descritto, perché nella delibera in discussione sono presenti e evidenti altre anomalie.
Dopo la circostanza da te sottolineata nell’articolo secondo cui «in quell'elenco compare il nome…, come dipendente della Regione Calabria, requisito indispensabile per poter avanzare la propria candidatura ma anche requisito che… …non aveva e non ha», esiste un altro inquietante fatto. Cioè che la manifestazione d’interesse avviata con avviso del 31 dicembre 2014, non riguarda il posto di capo ufficio stampa, bensì la posizione semplice di “addetto stampa”.
Oggetto dell’avviso infatti – uso il copia e incolla tipico del mondo digitale – è “Manifestazione di interesse rivolta ai dipendenti di ruolo in servizio presso la giunta della Regione Calabria, per l'individuazione, ai sensi dell'art. 7, comma 6, letto b) del D.Lgs. n. 165/2001, di n. 8 unità di personale da assegnare all'Ufficio Stampa della Giunta della Regione Calabria”.
Nella premessa si osserva: «Ritenuto che sia necessario procedere… alla preventiva verifica, tra le risorse umane disponibili all'interno dell'amministrazione, della sussistenza di personale in possesso dei requisiti di legge per l'assegnazione all'ufficio stampa, ovvero, ai sensi dell'art. 9 della L.R.n.7/96, di "personale iscritto all'albo nazionale dei giornalisti".
Infine il dipartimento Personale «rende noto che è indetta una manifestazione d'interesse per l'individuazione, tra i dipendenti di ruolo in servizio presso la giunta della Regione Calabria, di n. 8 unità di personale, in possesso del requisito dell'iscrizione nell'albo nazionale dei giornalisti, da riassegnare, tramite mobilità volontaria, per la costituzione, ai sensi dell'art. 9 della L.R.n. 7/1996, dell'Ufficio Stampa così come previsto con D.G.R.n. 336 del 26 aprile 2010 e Dgr n. 350 del 10.05.2010».
Come sia stato possibile allora, che l’avviso indicasse un determinato profilo, e poi il relativo decreto di attribuzione di incarico si fosse riferito a un profilo superiore, ancora per me resta tutto un mistero. E dire che ho chiesto informazioni in merito, ripetute volte, secondo i parametri di legge, al direttore generale pro tempore del dipartimento Lavori Pubblici presso cui ancora presto servizio, senza avere mai ricevuto una risposta. Infine, e taglio qui, non è di poco conto la distinzione tra “addetto stampa” profilo espresso nell’avviso di mobilità interna, e “capo ufficio stampa”, che in Italia è incarico cui si accede esclusivamente per concorso pubblico di dirigente.
Ma pare che questo elemento sia del tutto sconosciuto nel dipartimento Personale e Organizzazione” della Regione Calabria che infatti nel corpo del decreto di “nomina” narra di ruolo da “capo ufficio stampa” e di ruolo di “redattore capo”. E infatti tu, caro Paolo Pollichieni, come sappiamo entrambi per comune attività professionale di giornalista, sei direttore di testata, mentre capo redattore è altro valente giornalista. Ma alla Cittadella di Germaneto di Catanzaro, oggi, prima via de Filippis, queste differenze non sono conosciute? Oppure fanno finta di non conoscerle?
Come è noto sono giornalista da qualche anno, e sono dipendente della giunta della Regione Calabria. Nel 2014-2015 ho partecipato alla selezione interna e ovviamente non possedendo il titolo di “amico di” sono stato escluso. Gli avvisi sono stati due. Nel primo, al momento di avanzare la candidatura, avevo ottenuto il nulla osta alla mobilità interna. Poi, l’anti vigilia di Natale, il dirigente presso il cui settore prestavo servizio, scrive al direttore generale, osservando che ero un funzionario indispensabile all’attività dell’ufficio, cosicché il nulla osta viene annullato.
Nel frattempo, non bastando ciò, il primo avviso veniva annullato perché il dirigente si era sbagliato: non erano dieci i giorni concessi per candidarsi, ma quindici. Oggi avviene che molti avvisi prevedano fino a un massimo di sette giorni. Comunque, andiamo avanti. Il secondo avviso veniva emesso il 31 dicembre, ultimo giorno dell’anno. Tento di presentare nuovamente la candidatura, ma inutilmente perché il 7 gennaio 2015, a conclusione delle festività natalizie e di nuovo anno, Epifania, apprendo che il nulla osta non c’è più, è nullo; con lo scontato esito che dei tre candidati, solo uno avesse riconosciuti validi i titoli, appunto il giornalista indicato nel titolo dell’articolo del Corriere della Calabria/L’altro Corriere.                                           

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